aprile: 2014
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PRESENTAZIONE

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Si possono fare le nozze con i fichi secchi? Noi pensiamo di si, e quindi non sarà una riduzione di budget a fermare il festival. Se Ville e Castella morirà, sarà solo per disillusione, inaridimento della curiosità, o un nostro crollo psico-fisico, ma non è ancora il caso. Quindi eccoci a licenziare un programma fresco fresco, con musiche, spettacoli, tramonti, cultura, paesaggio, brindisi e amicizie.
Con la solita libertà, abbiamo messo insieme conferenze molto eterogenee attorno allo spirito, uniformate dalla voglia di conoscere, capire e proporre. Parliamo di filosofia economica e di filosofia del paesaggio, di alberi e uomini, uomini e oceani e del mito della natura selvaggia nell’uomo che vi ha rinunciato. Mistica medievale, desacralizzazione cristiana, teologia e politica, tenendo a mente i temi cari all’indimenticato Gino Girolomomi. E poi una pratica di meditazione al tramonto sul monte, la progettazione di un film su Terzani e l’incontro con uno scrittore cinese, inevitabilmente dissidente.
Diciamolo: i concerti di Ville e Castella hanno una loro riconoscibilità. Nella famiglia del folk, etno e world music abbiamo Ultimo Binario, Fuentes e Baro Drom, tra Italia, Africa e Balcani. Nelle evoluzioni contaminate del rock, vi presentiamo Pelican Milk (psico-blues) e Faccions (molto psico!). Per gli appassionati di corde, eccovi due ensemble: Incipit, che ricama con le chitarre acustiche, e Spring Trio, che mette in vibrazione l’arpa col violoncello. Frida Neri canta il mare letteralmente sul mare. Ilaria Baleani sarebbe pianista classica, ma a 1.400 metri all’alba come fai a rimanere classica? Stockhausen, figlio di cotanto padre, con Mina e Zanotti, chiudono con un concerto che potrebbe finire nei lunghi annali del festival. C’è spazio anche per un film-documentario dalla bellezza indescrivibile, un inno d’amore al pianeta. Tanto per non privarci di nulla, come evento speciale presentiamo una piece teatrale appositamente ambientata nel parco di Casa Ginevri. Un’opera prima cui assisterà lo stesso autore, il premio Nobel per la scrittura Gao Xingjian.
I luoghi scelti rispettano appieno la vocazione primigenia di Ville e Castella, quindi dimore immerse nella campagna – come Casa Belgatto, La Luna nell’Orto, Casa Ginevri e la Casa del Cerquone – e i castelli, come Sorbolongo, Montemaggiore al Metauro, Mondolfo e Peglio. A questi si aggiungono le magiche rovine del castello arrampicato sul Monte Pietralata, il Monastero di Montebello, nostra sede spirituale, la Goletta Regina Isabella per cullarci sull’Adriatico e la vetta del Monte Acuto per vedere l’Adriatico dall’alto, all’alba.
Dunque, che siate marinai, montanari, villeggianti, mistici, borghesi o castellani, a tutti voi buona estate

Nino Finauri

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Durante gli scorsi mesi invernali e fino a pochi giorni fa, in molti mi hanno chiesto, in modo accorato, se anche quest’anno Ville e Castella ci sarebbe stato. Ho potuto toccare con mano, ancora una volta, come questo Festival abbia stabilito una rara “connessione sentimentale” con il suo popolo. Qualcuno mi ha detto:” mi raccomando fatelo! Quest’anno non potremo permetterci nessun viaggio e Ville e Castella è la nostra vacanza!”. Dunque, il Festival come vero e proprio servizio socio-culturale e non come emero evento spettacolare. Per molti di voi e di noi Ville e Castella è un filo che lega e dà senso ai week end estivi. E’ un manifesto politico-culturale. Una boccata d’ossigeno e una finestra su un pezzo di mondo che dà speranza e induce alla creatività. E’ un luogo di incontro fra persone dal comune sentire. Ecco perché questo Festival non è un’iniziativa culturale come le altre e perché in tutti questi anni è riuscito a formare una sorta di comunità itinerante all’interno del territorio provinciale. Ecco perché riesce e merita di vivere anche se la Provincia, ai tempi della crisi, riesce a dare un sostegno più flebile del passato. Il merito, è quasi pleonastico ricordarlo, va soprattutto a Nino, Paolo e Andrea, inesauribili direttori, anime e corpo di tutto questo. Un grazie anche ai Comuni che, in alcuni casi, hanno addirittura intensicato lo sforzo.
Ci siamo anche quest’anno, che la festa cominci!

Davide Rossi
Assessore alla Cultura della Provincia di Pesaro-Urbino