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Archivio di gennaio 2018

Giorgio Fornoni, Domenica 4 febbraio, “Diritti umani e disastri ambientali, ovvero, diseconomie globali, ingiustizie e guerre dimenticate”

 

fornoni   Giorgio Fornoni, reporter noto per i suoi servizi con Milena Gabanelli per il programma Report di Rai 3, ha intervistato, tra gli altri, il subcomandante Marcos, capo degli Zapatisti, i nobel per la pace Rigoberta  Menchù, Monsignor Carlos Filipe Ximenes Belo e Anna Politkovskaja e capi di stato. Realizza numerosi reportage fotografici e video di alto valore antropologico e sociale, recandosi spesso nelle zone del mondo più   disastrate.  Ha collaborato con lo scrittore francese Dominique Lapierre,  suo grande amico. Ha frequentato le prime linee delle guerre del mondo ancor prima che vi giungessero i grandi network; ha denunciato   traffici illegali, disastri  ambientali e le troppe ingiustizie; ha dato un volto a popoli senza patria.«Tutto questo non per interesse giornalistico – come dice di lui la stessa Gabanelli - ma per documentare le tragedie   umane a se stesso».“E’ la mia preoccupazione dell’uomo sulla terra, le sue miserie, i suoi problemi sociali, politici economici tutto quello che mi commuove è uno spunto per i miei lavori, le mie ricerche, le mie curiosità…   e così… da vagabondo e da pellegrino… vado. Raccolgo lungo il cammino, testimonianze e ne faccio reportage e inchieste.”

Viaggi, inchieste e la vita di un reporter non comune sempre in prima linea non solo nell’intervistare personaggi che sono stati protagonisti nella difesa dei diritti umani, ma anche nell’aumentare la consapevolezza della situazione ambientale nel mondo. La conferenza sarà accompagnata da immagini video e ci mostreranno i tanti disastri ambientali prodotti dai rifiuti chimici e radioattivi in varie zone del nostro pianeta, ma anche terre poco antropizzate, dove uomo e natura sono ancora in equilibrio: è il caso della Groenlandia.

Giorgio Fornoni, reporter indipendente, lo incontreremo domenica 4 febbraio alle ore 17,30 all’interno del festival sul giornalismo d’inchiesta, “MACCHIE E INCHIOSTRI” Nella chiesa di Sant’Antonio Abate, nel centro storico di Serrungarina. La sala consigliare, adiacente alla chiesa, sarà utilizzata per il momento della degustazione con i prodotti tipici del territorio.

 

Come ogni domenica, alla fine dell’incontro, sarà disponibile un ricco buffet con i prodotti del territorio offerti dalle aziende

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Maurizio Torrealta “Il filo dei giorni 1991-1995: trame segrete d’Italia tra mafia e servizi segreti”


mtorrealtaUno stato scosso da una serie di attentati che uccidono gente innocente. Mafie e movimenti terroristici che godono di coperture e depistaggi. Trattative tra apparati statali e cupole criminali. Intrecci tra malavita e politica…
«Vedi, sono stati tutti arruolati dentro quella che doveva essere una crociata; in prima linea contro un nemico considerato assoluto; poi, di colpo, licenziati, perché non servivano più. Il loro discorso è semplice: vogliono soldi per il servizio assolto, e libertà di movimento nelle carceri. Per il resto sono nella nostra stessa situazione: hanno lavorato con noi e non vogliono essere condannati. Se parlano loro c’è il rischio che cada non solo il governo, ma qualche pezzo dell’Alleanza atlantica. Per questo, per evitare che certe notizie trapelino, un segnale deve essere dato».
Storia italiana recente? Che andate a pensare: è lo scenario de Il filo dei giorni. 1991-1995: la resa dei conti” il nuovo libro  di Maurizio Torrealta.
 

Questi sono degli  estratti dal Libro di Maurizio Torrealta, giornalista che incontreremo Domenica 28 gennaio prossimo a Tavernelle, (casa delle associazioni ore 17,30) in occasione del neonato Festival Macchie e Inchiostri. Maurizio Torrealta, Bolognese, nato nel 1950, avviato da sempre alla professione giornalistica e di chiaro orientamento progressista, con un passato da extraparlamentare di sinistra, è approdato in televisione prima come inviato di Michele Santoro, per la trasmissione Samarcanda (1987-92), poi come redattore del Tg3, per il quale ha seguito la stagione delle stragi di venticinque anni fa, Falcone, Borsellino, le scorte. Ora è capo redattore di RaiNews 24.

Come ogni domenica, alla fine dell’incontro, sarà disponibile un ricco buffet con i prodotti del territorio offerti dalle aziende

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Amalia De Simone e la tratta delle bambine nigeriane

12339377_10208425698701723_5441714437268846464_o“Sono arrivata in Italia senza sapere nulla, mi hanno detto che dovevo pagare un debito e per questo dovevo prostituirmi. Ma io non volevo, non ero mai stata con un uomo. Io ho 14 anni”. C’è una strada lunga circa 40 km dove l’umanità è sospesa. È una linea che separa la terra e il mare tra il Lazio e la Campania. Si chiama Domiziana e percorrendola si incontrano centinaia di ragazze prevalentemente nigeriane, costrette a prostituirsi. Molte di loro sono ragazzine minorenni.  Da anni infatti, stanno arrivando in questa zona, contestualmente agli sbarchi dei migranti, tante piccole donne.

Questo è un estratto dal blog di Amalia de Simone, la giornalista che incontreremo Domenica 21 gennaio prossimo a Saltara (Chiesa del Gonfalone – ore 17.30) in occasione del neonato Festival Macchie e Inchiostri. Amalia racconterà una storia tragica, che si collega all’altrettanto tragica situazione dei migranti in Italia: quella della tratta delle bambine nigeriane. Con lo sguardo attento della giornalista investigativa, con l’intuizione della documentarista e, soprattutto, con la delicatezza della donna, la De Simone ci condurrà in un sottomondo che nessun individuo dovrebbe ignorare.

L’incontro prevede la proiezione di filmati inediti.

Come ogni domenica, alla fine dell’incontro, sarà disponibile un ricco buffet con i prodotti del territorio offerti dalle aziende

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